La nuova frontiera dell'intrattenimento: PlayStation Now VS Netflix

La nuova frontiera dell'intrattenimento: PlayStation Now VS Netflix

Ve lo avevamo predetto ed oggi ve lo confermiamo. Qualcosa oggi, nel mondo digitale e nell’intrattenimento, sta cambiando. E questa settimana ne è l’emblema.

“Il nostro principale competitor non è HBO ma Fortnite.”

Queste le parole di Reed Hastings, CEO di Netflix, preoccupato non tanto dalla competizione con Disney+, Amazon, o emittenti televisive, quanto da fenomeni di video-gaming come Fortnite, videogioco del 2017  free-to-play in grado di generare un ricavo 3 Miliardi di Dollari, di cui 2.4$ miliardi solo nel 2018 (Forbes). Il CEO di Netflix si è detto infatti preoccupato dal tempo. Un tempo che deve essere di qualità, sia che si voglia guardare un film o una serie tv da cui non si riesce a staccare lo sguardo, sia che si passi a giocare ad un videogame online come Fortnite.

(LendEdu)

In più, proprio oggi, la Sony ha lanciato Playstation Now  in diversi paesi europei (Italia, Spagna, Lussemburgo, etc.) attraverso il quale sarà possibile giocare in streaming ad oltre 600 titoli delle più svariate categorie (dal picchiaduro, alla guida, passando per gli RPG). Il costo dello streaming sarà di circa 16,90€ per l’abbonamento mensile e 79,90€ per quello annuale (Money.it). Prezzi, a nostro giudizio, molto accessibili che potrebbero rivoluzionare il mondo dei videogiocatori e, di conseguenza, la quantità di tempo spesa sulla piattaforma, a dispetto, tra gli altri, della stessa Netflix.

Siamo certi che cambierà anche la prospettiva pubblicitaria di queste piattaforme. La domanda-offerta di spazi pubblicitari, in programmatic advertising crescerà, cioè aumenterà “una modalità di acquisto di spazi pubblicitari online in tempo reale che si avvale dell’uso di piattaforme tecnologiche automatizzate, per mettere in comunicazione buyer (agenzie e inserzionisti) e seller (concessionarie ed editori)” (Glossariomarketing).

I grandi marchi saranno sempre più disposti ed invogliati ad investire su queste nuove piattaforme d’intrattenimento, che stanno allargando il proprio bacino d’utenza, arrivando a toccare non più solamente i classici nerd ma tutta le persone, di ogni fascia d’età.

Questo non potrà che scatenare una guerra alla creazione del contenuto migliore, per portare quanti più utenti possibile sulla propria piattaforma, sottraendo importanti percentuali di share ai competitor.

Ma non è certo un segreto che tutti gli sforzi di queste grandi realtà, nel creare un contenuto perfetto, sempre più personalizzato ed identificativo di comportamenti d’acquisto, celi logiche commerciali e pubblicitarie. Come detto, ci sarà un incremento del programmatic advertising, ma non solo…

Non ci resta quindi che attendere lo stravolgimento assoluto e senza precedenti, dei format pubblicitari, che sicuramente non tarderanno ad adeguarsi a queste nuove piattaforme d’intrattenimento, colonizzandole con formati sempre nuovi e sempre più a misura d’utente.

#questoèmarketing

Gianluca Guillaro