Il Self Publishing Editoriale

Il Self Publishing Editoriale

Sono Vincenzo Giarritiello, napoletano di nascita, puteolano di adozione, e coltivo fin da ragazzino la passione per la scrittura.

La decisione di pubblicare un nuovo romanzo, dopo poco più di 18 anni dall’uscita dalla mia ultima raccolta di racconti LA SCELTA edita con EDIZIONI TRACCE di Pescara e di 21 anni dalla prima L’ULTIMA NOTTE edita con TOMMASO MAROTTA EDITORE e ristampata a novembre 2017 con Amazon, nasce principalmente dall’esigenza, che credo colga chiunque scriva, di dare un senso ai tanti racconti e romanzi conservati da anni nel fatidico “cassetto”. Esigenza soffocata dal pensiero di dover ricorrere a un eap (editore a pagamento) per consentire alla mia modestissima arte di farsi conoscere per poi essere apprezzata o stroncata.

Alla fine, su suggerimento di alcuni amici scrittori cui feci leggere e piacque SIGNATURE RERUM, anziché ricominciare la trafila di inviare a varie case editrici il manoscritto nella speranza che qualcuna poi mi rispondesse per dirmi che non era interessata oppure mi chiedesse per la pubblicazione il contributo spese in migliaia di euro, decisi di servirmi anch’io del self publishing messo a disposizione su diverse piattaforme online per auto-pubblicarmi, nel mio caso mi sono servito di Amazon Kindle.

So benissimo che in molti considerano questo strumento un ripiego per scrittori falliti o un mezzo per appagare a ogni costo la propria vanità. Personalmente lo ritengo invece una grossa opportunità messa a disposizione dalla rete per chiunque scriva di farsi conoscere.

Del resto non è un caso se oggi diverse case editrici di grosso calibro hanno degli incaricati la cui funzione è quella di sondare periodicamente la rete per visionare se tra i tanti scrittori che bazzicano il web vi sia qualcuno che meriti di essere sottratto al mondo virtuale ed essere lanciato nel panorama dell’editoria reale.

Ovviamente pubblicare un libro a costo zero solo per indurre chi ci conosce ad acquistarlo per leggerci, per quanto possa essere simpatico, è riduttivo se non ridicolo. Per quanto mi riguarda penso che nel momento in cui si ha l’ardire di pubblicare un libro, anche se solo con l’ausilio del self publishing, ogni autore dovrebbe interessarsi di curare anche l’aspetto promozionale in modo da incuriosire anche gli sconosciuti a leggerlo: un conto è infatti il parere di un amico o di un parente il quale, per quanto possa essere imparziale, alla fine, seppure il racconto non gli fosse piaciuto, cercherà sempre di addolcire la pillola definendolo “carino”; altro conto è invece il giudizio di un lettore ignoto il quale, imbattutosi in rete nella pubblicità del libro e incuriosito dalla trama, decidendo di spendere dei soldi per leggerti, se lo troverà al di sotto delle aspettative palesategli dal promo, ti stroncherà pubblicamente in rete senza “se” e senza “ma”.

Ovviamente un conto è una critica negativa in virtù del genere del romanzo, e dunque vincolata ai gusti personali del lettore, per cui l’autore può fare ben poco; altro conto se invece essa evidenziasse in maniera ragionata la pessima qualità del libro; partendo da un’assoluta mancanza di cura nell’editing con conseguenti strafalcioni grammaticali e periodi sconclusionati che rendono il libro illeggibile. Così come di una scrittura lenta e ridondante, che alla lunga stanca il lettore inducendolo a riporre il libro nello scaffale o nella pattumiera, e di una trama priva di sostanza che non conduce a nulla. Sono aspetti questi che vanno presi in considerazione anche con il self publishing e curati al fine di offrire un prodotto, seppure artigianale, che comunque non difetti di qualità grafica ed editoriale rispetto ai volumi editi da una casa editrice professionale.

Così come non può escludersi una critica negativa fatta a prescindere per il solo gusto di stroncare l’autore. Magari a opera di chi, conoscendolo e non nutrendo simpatie verso la sua persona, celandosi dietro l’anonimato di un nikename o di una falsa identità, non voglia semplicemente divertirsi alle sue spalle disprezzandolo come artista, screditandolo perché nessuno lo legga.

L’utilizzo del self publishing, oltre ai rischi sopraelencati, sicuramente ne contempla tanti altri che al momento mi sfuggono. Tuttavia, in base alla mia esperienza passata e presente, e dopo un confronto con scrittori che pubblicano con editori “veri” che li pagano per scrivere, viste le molte problematiche comuni, a partire proprio dalla promozione del libro, non avrei esitazioni a consigliare chi volesse pubblicare un libro mediante il selfpublihing a farlo senza pensarci su due volte. Magari abbinandovi dell’attività promozionale, investendo qualche euro nel mondo digitale per far sì che il proprio lavoro venga conosciuto ed eventualmente letto e apprezzato da chi non ti sa.

Per quest’ultimo passaggio vado in contrasto rispetto a quanto detto finora sconsigliando il “fai da te” e ritenendo invece fondamentale affidarsi a professionisti, un’agenzia di marketing magari, in grado di minimizzare l’investimento necessario e massimizzare i risultati. I social network e Google hanno, infatti, un ruolo chiave nel raggiungimento degli obiettivi di notorietà ed immagine solo se magistralmente compresi e dominati, altrimenti potrebbero figurare come un inutile dispendio di tempo e di risorse, meglio non commettere errori.

Io, consapevole dell’importanza del marketing “fatto bene”, per la mia attività promozionale ho scelto Markappa, per cui oggi mi trovo a scrivere questo articolo, un po’ per ringraziamento un po’ per la mia irrefrenabile voglia di scrivere. Markappa è stata in grado di guidarmi sia personalmente nelle scelte, con un servizio di consulenza dedicato che aveva alla base ricerche di mercato e studi di settore, sia nell’attività di comunicazione, operando per me nell’intricato mondo digitale e consentendomi di raggiungere risultati davvero inaspettati, considerando l’esiguo investimento richiesto.

E se poi, scelti i canali giusti e il corretto modo di comunicarlo, il libro piacesse a molti, sperare nella magia del passaparola la quale, mai come oggi amplificata dal megafono dei social network, ha portato alla luce tanti autori famosi tipo Zafon!

Se si è avuto il coraggio di pubblicare, bisogna osare fino in fondo altrimenti che senso ha mettersi in viaggio?

Vincenzo Giarritiello