Economia Circolare: la nuova frontiera della sostenibilità

Economia Circolare: la nuova frontiera della sostenibilità

In un mondo sempre più fatto di social e spesso apparenza, a volte, ci si dimentica di fermarsi a ragionare sulla sostanza. Quella sostanza che viene in mente anche solo guardando le foto di orsi polari in via d’estinzione o di distese marine vinte da pezzi di plastica.

Potreste immaginare un mondo in cui gli zeri sul fatturato aziendale vadano di pari passo con il risanamento dell’ambiente? Un modo c’è.

Tre ragazzi di Markappa hanno partecipato al Festival delle Scienze di National Geographic denominato “Le cause delle cose”, andato in scena all’Auditorium di Roma e hanno assistito al convegno sull’ Economia Circolare presentato da C.A. Pratesi (Docente di Marketing, Innovazione e Sostenibilità presso l’Università Roma Tre) e Giulio Bonazzi.

Che cos’è l’Economia Circolare?

E’ un modo di vedere l’economia che ha come unica strategia quella di poter migliorare un sistema naturale ormai avariato e la possibilità, ovviamente, di fare un cospicuo guadagno.

Il significato della parola sostenibile corrisponde al concetto di “durare nel mondo” ed è proprio la sostenibilità che deve avere una rilevanza primaria nella nostra società. Il primo passo può essere fatto con l’approccio economico, che deve assolutamente cambiare perché attualmente non è sostenibile e non promette una lunga vita al nostro ambiente.

Riportiamo una metafora fatta dal Prof. Pratesi che rende il tutto più chiaro: pensate ad una foresta lasciata tale senza alcun intervento dell’uomo e ad un campo che invece viene usato per seminare e raccogliere. A distanza di 20 anni, o poco più, la natura fatta di verde e tutti i possibili animali rimarrebbe invariata, il campo coltivato invece dopo pochi anni sarebbe già in deterioramento. Si deve dar vita ad un’economia simile al contesto della foresta.

Ciò però è difficile per due motivi in particolare:

  • Non abbiamo la cultura e i valori giusti. Dovremmo apprezzare la diversità e la varietà che ci offre il mondo, come fanno gli animali allo stato brado nella foresta e non sempre ci riusciamo;
  • Puntare sulla sinergia. Dovremmo trovare il modo di collaborare tutti insieme perché solo con la sinergia si può aspirare ad un contesto duraturo nel tempo.

Un esempio concreto di Economia Circolare ci viene offerto dall’ospite di giornata G. Bonazzi, fondatore di Aquafil, azienda che opera nella produzione di nylon. Il nylon è preferibile ad altri materiali per la durabilità elevata che garantisce e per la possibilità di essere riciclato. Aquafil utilizza il nylon 6, materiale specifico e d’eccellenza e ne vende dalle 30.000 alle 40.000 tonnellate di nylon all’anno. Nel campo del riciclaggio è la nona potenza mondiale. Il Dott. Bonazzi ha poi ribadito come sia possibile essere solidali con l’ambiente ottenendo anche un utile soddisfacente superati i primi tempi di adattamento, il tutto anche grazie a varie collaborazioni con molte università italiane. A testimonianza della sua crescita d’impresa, Aquafil vanta come cliente, tra gli altri, Interface, l’azienda che di piastrelle e moquette numero 1 al mondo. L’esempio portato da Aquafil dimostra che essere sostenibili si può ma sono richiesti grandissimi sforzi in termini di innovazione: bisogna imparare a cambiare e a studiare soluzioni nuove.

Rimane solo una domanda: ma in tutto questo che ruolo ha il marketing?

Il marketing è, di tutte le funzioni aziendali, quella che è più indietro su questa sensibilità ed è indietro per due motivi:

  • Il marketing è stato abituato ad ascoltare il desiderio del mercato e si ha la sensazione che il consumatore finale non sia interessato a questi tipi di elementi;
  • Spesso il marketing non ha le competenze tecniche e produttive del prodotto e quindi parlare di sostenibilità senza sapere cosa c’è dietro rende meno sensibili.

Occorre quindi che il marketing acquisisca queste competenze velocemente perché potrebbe essere usato in maniera strategica per raggiungere gli obiettivi di Economia Circolare.

Far bene all’ambiente e incrementare il fatturato non sono obiettivi contrapposti, l’importante è impegnarsi ed agire secondo i principi dell’Economia Circolare.