Brunello Cucinelli - Il made in ITALY improntato all’etica e alla responsabilità d'impresa.

Brunello Cucinelli - Il made in ITALY improntato all’etica e alla responsabilità d'impresa.
Brunello Cucinelli e i brand ambassador Markappa.

Nella splendida cornice della camera di commercio di Roma, la SIMktg (società italiana marketing) ha voluto premiare Brunello Cucinelli come Marketer of the year 2017 e tra i vari ospiti di rilievo presenti hanno avuto il piacere di partecipare anche tre ragazzi di Markappa. Brunello Cucinelli nasce in un’umile famiglia di contadini in un borgo umbro, Solomeo, che conta poco meno di 500 abitanti. Dopo una non brillante carriera universitaria si reinventa ed inizia a produrre pullover di cashmere, attività che lo porterà nel 2013  a raggiungere, secondo l’agenzia bloomberg, lo status di miliardario con il possesso del 65 % delle quote della sua società. Esempio lampante di ‘Made in Italy’, brand utilizzato per  riconoscere  nel mondo una distintiva qualità e creatività. All’imprenditore umbro oltre a queste caratteristiche viene attribuito  anche il merito di aver interpretato la competizione globale con un approccio innovativo e originale, costruendo un’identità distintiva unica, sostenibile e reale che fa onore all’Italia e alla sua cultura umanistico-imprenditoriale. Un’attività nata in Italia nel 1978, con sede proprio in quel borgo umbro dove Brunello Cucinelli aveva cominciato a sognare in grande. Come raccontato dall’imprenditore, il ritorno alle origini è stato possibile tramite il recupero di un agglomerato abbandonato dove sono stati realizzati anche spazi dedicati alla cultura e all’incontro.

Ne è l’esempio l’istituzione all’interno del borgo di una scuola di mestiere ispirata al modello delle botteghe del rinascimento italiano, dove viene insegnata la cultura di un tempo, tramandata l’arte che caratterizzava il periodo storico di riferimento e trasmesso un valore fondamentale: la forza di volontà. ll  modo di organizzare e  di fare impresa di Brunello Cucinelli lascia affiorare i contorni di un nuovo mondo, attraversato dai grandi valori dell’umanità. “Ho ascoltato la parola sapiente e commossa di San Francesco, San Benedetto, Kant, Marco Aurelio, Socrate, Seneca, e ho capito che il valore economico è nullo senza quello umano, dal quale pertanto il primo non può prescindere”.

Rievocando citazioni di personaggi illustri della nostra storia, l’imprenditore ci ha fatto capire in cosa si differenzia da un qualsiasi altro imprenditore : il profitto non è la cosa più importante, viene prima la dignità dell’essere umano. Dignità che coincide anche con le relazioni interfamiliari che, da quando il padre lavorava in fabbrica, nella seconda metà degli anni 60’, sembravano essere svanite del tutto: “Quando mio padre era un contadino non avevamo soldi, ma parlavamo molto, ci riunivamo tutti a casa per cena ed era un momento familiare bellissimo. Da quando ha iniziato a lavorare in fabbrica, i soldi non mancavano,quello che mancava erano i discorsi che facevamo con lui.”

Si dà pertanto importanza alla salute dei dipendenti, stimolando la loro creatività e dando rilevanza  al loro tempo libero, che deve essere speso per stare in famiglia e per coltivare i propri hobby. Si lavora dal lunedì al venerdì, fino alle 17-30, ed è assolutamente VIETATO mandare o ricevere messaggi lavorativi dopo l’orario di uscita. Brunello Cucinelli guida oggi un’azienda globale, con circa 1600 dipendenti, dal fatturato superiore ai 500 milioni di euro, in crescita del 10 % nell’ultimo anno. I mercati globali rappresentano circa l’80 % dei ricavi netti, in Italia nello specifico il mercato rappresenta il 16.8 % dei ricavi netti.

Numeri significativi a favore dell’impresa umanistica che sviluppa un nuovo orientamento dell’economia fondato sulla valorizzazione dell’uomo non come braccia ma come mente che può rendere migliore l’impresa.  “Andare avanti senza paura ma con speranza, guardare sempre verso il cielo e mettere in evidenza la centralità dell’essere umano”

Questo il Credo fondamentale che ha spinto Brunello Cucinelli a raggiungere i traguardi elencati e con cui oggi ispira i giovani a non arrendersi mai alla paura, paura che lui è riuscito a superare agli albori dell’avventura che lo ha portato a diventare il Re del Cashmere.

 

Roma, 14 maggio 2018.

Simone Serani, Alessandra Summo e Biagio Rocchi.