Fabio Rovazzi: bluff o visionario del marketing?

Fabio Rovazzi: bluff o visionario del marketing?

Da due anni a questa parte, un fenomeno “molto interessante” ha preso piede nel nostro Bel Paese: l’uragano Fabio Rovazzi.

Personaggio dai numeri record che è arrivato “a comandare” la scena musicale italiana, suscitando però, umori e pareri contrastanti nella platea: è un genio, un visionario ma, allo stesso tempo per molti è visto come un’idiota senza talento.

Qual è la verità?

Proviamo a scoprirlo con lo sguardo critico del marketing.

La risposta è semplice: no, non è un’idiota!

Rovazzi è una persona estremamente intelligente, sa perfettamente cosa crea ed è conscio di cosa vuole realizzare. Come ammette lui stesso in un intervista a Radio Deejay del 12 Luglio 2018: “ Io non sono un cantante, ma un’artista multimediale. Prima creo il video e poi sopra ci scrivo la canzone”.
Se volete sentire la sua intervista potete cliccare al seguente link.

Questo suo modo di pensare ha fatto sì che molti brand cogliessero una grande opportunità, poi rivelatasi vincente, di investimento nel marketing. Ma percorriamo ogni singola tappa per analizzare al meglio la sua ascesa nel Digital Marketing.

Nel 2016, con il suo primo singolo “Andiamo a comandare”, Fabio Rovazzi raggiunge il suo primo obiettivo di marketing: la Notorietà. Grazie alla presenza nel video di Fedez e J-Ax,  Rovazzi riesce a generare 160 Milioni di visualizzazioni su YouTube, si fa conoscere e sfrutta al meglio il potere sui social network dei due personaggi sopracitati. Solo su Instagram Fedez è seguito da 5,9 Milioni di followers; J-Ax da 2,1 milioni. Questo successo è aumentato dalle centinaia di parodie create proprio in questa occasione e dei contenuti con l’#andiamoacomandare: ben 144 mila!

Con il secondo video, “Tutto molto interessante”, però, si nota un cambiamento che apporta all’editing dei suoi video: l’uso di  Influencer. Oltre al divertente Fabio de Luigi, Fabio Rovazzi chiama con sé un altro personaggio che stava vivendo una seconda giovinezza nella sua carriera e che rappresenta per l’italiano medio uno dei simboli degli anni 90, Enrico Papi. Meno visualizzazioni, in questo caso, ma più contenuto creativo ricercato. È solo il trampolino di lancio per arrivare al suo “Capolavoro di marketing”.

Nel 2017 Rovazzi fa uscire “Volare”, il suo primo singolo realizzato insieme a un altro cantante, Gianni Morandi. Ora, a chi non ci ha pensato domandiamo: secondo voi la scelta è stata casuale? Anche in questo caso la risposta è no. Gianni Morandi, dal mondo del web, viene visto come il personaggio del buon umore e il portafortuna per occasioni particolari, come il superamento di un esame.

Le sue “foto create da Anna” sono ormai un must, tanto che è lui stesso a ricordarlo nel video del singolo. Qual è la novità portata però questa volta nei video di Rovazzi? Il product placement.

I più attenti avranno notato che durante il video appaiono due prodotti, la Girella della Motta e la Lavazza con la sua nuova macchinetta del caffè.  Soprattutto nel caso di Girella, il progetto è stato ben studiato ed infatti è risultato estremamente vincente. Motta, che si è affidata all’agenzia di media digitali Oath, ha creato una sinergia con Rovazzi per massimizzare il loro investimento pubblicitario, realizzando uno dei primi product placement digitali, creato cioè su Youtube e non tradizionalmente in TV. Nella sola prima settimana il video ha generato 35 milioni di visualizzazioni (il video in totale ha generato 114 milioni di visualizzazioni), quasi un milione di like e altrettante condivisioni dello stesso video nella rete. Un progetto ben articolato che ha visto in seguito coinvolte altre personalità note come i PanPers. Immaginate da soli il ritorno che ha ricevuto la stessa Girella.

Fabio, ovviamente non si è fermato qui arrivando al suo ultimo step: il Self Branding. Da pochi giorni ha fatto uscire “Faccio quello che voglio”, nuovo singolo dell’ “artista multimediale” che ha visto coinvolti tantissimi influencer: Massimo Boldi, Diletta Leotta, Carlo Cracco, Fabio Briatore e molti altri. L’aspetto più rilevante è stato però il richiamo alla Panda (storica automobile della FIAT) di cui lo stesso Rovazzi è il testimonial, accreditando ulteriormente il suo ruolo come testimonial vincente.

Dunque: siete ancora convinti della vostra opinione su Fabio Rovazzi?

Andrea Sergiacomo.